Takahashia japonica - Gestione delle infestazioni da cocciniglia

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Anche il territorio di Canegrate ha avuto la poco gradita visita del nuovo patogeno che sta attaccando, ed a modo suo “decorando”, parte degli alberi dei nostri viali e parchi

Data di pubblicazione:

03 Giugno 2024

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Anche il territorio di Canegrate ha avuto la poco gradita visita del nuovo patogeno che sta attaccando, ed a modo suo “decorando”, parte degli alberi dei nostri viali e parchi nonché di tutti i comuni del Nord Italia.

Precisiamo subito che non è pericoloso o urticante per persone ed animali. Assorbe la linfa degli alberi, se ne nutre e li debilita, ma non ne causa la morte. Solo la prolungata infestazione del parassita causa il progressivo disseccamento dei rami e degli alberi.

I tecnici agronomi di AMGA tengono monitorata la situazione e stanno preparando un piano di intervento di controllo localizzato sulle singole vie ed aree al momento giusto di maggiore sensibilità dei patogeni ed a ridotto impatto ambientale con prodotti a bassa tossicità. Le patologie da insetti (entomofauna) sono difficili da debellare in tempi brevi; antagonisti naturali significativi non ce ne sono al momento, ma si cerca di contenere la diffusione.

Takahashia japonica, sulla base delle informazioni in possesso del Servizio Fitosanitario, non ha determinato allo stato attuale particolari danni alle piante colpite. Tuttavia, in alcune situazioni in cui le popolazioni della cocciniglia sono particolarmente elevate possono verificarsi disseccamenti rameali.

Ad oggi, il controllo di questo insetto risulta complesso per diversi motivi:

– incompleta conoscenza della biologia;

– mancanza di insetticidi specifici;

– restrizioni all’uso dei prodotti fitosanitari in ambito urbano.

Gli ovisacchi sono gommosi, cerosi ed estremamente resistenti alle intemperie. Una volta presenti sulle piante, possono essere eliminati solo tramite rimozione fisica dei rami infestati.

La lotta deve essere effettuata contro le forme giovanili, ovvero le forme vulnerabili dell’insetto. Interventi insetticidi sugli ovisacchi non avrebbero alcun effetto.

Un approccio di lotta diretta, che al momento deriva esclusivamente da valutazioni non validate, potrebbe riguardare:

– impiego di olii minerali alla ripresa vegetativa, per colpire le neanidi/ninfe svernanti (Olio bianco) ;

– impiego di prodotti come olio di Neem oppure olio essenziale di arancia (prodotto registrato come agrofarmaco) nel corso dell’estate per colpire le neanidi;

– impiego di sali di potassio di acidi grassi che agiscono su membrane cellulari degli insetti;

– impiego di preparati microbiologici (ad es. contenenti Lecanicillium lecanii);

– trattamenti endoterapici, anche se ad oggi non si conoscono dati effettivi su questa tipologia di trattamento nei confronti di T. japonica.

Si ricorda che a seconda della tipologia di prodotti utilizzati può rendersi necessario l’avvallo del trattamento da un consulente abilitato ai sensi della Direttiva 128/2009 relativa all’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.

Per quanto riguarda un possibile impiego di insetti antagonisti:

– insetti predatori come Adalia bipunctata (Coleoptera: Coccinellidae), di cui si è notata un’attiva presenza su piante infestate da T. japonica, potrebbero aiutare a ridurre le popolazioni dell’insetto. Tuttavia, non è stato ancora valutato il vero impatto di questo predatore sulla popolazione italiana di T. japonica (Limonta et al., 2022);

– recenti studi hanno dimostrato che attualmente nessun parassitoide è stato registrato su T. japonica nel Nord Italia (Limonta et al., 2022).

Non risulta possibile fornire ulteriori indicazioni in quanto, come indicato precedentemente, è possibile formulare solo delle ipotesi che dovrebbero essere validate da esperienze di campo su questa specie di così delicata gestione.

 

 

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Ultimo aggiornamento: 03/06/2024, 16:45

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