Duemilacinquecento alborelle allevate nel depuratore di Canegrate, gestito da Gruppo CAP, nella mattinata del 30 luglio 2026 sono state liberate nel tratto del fiume che attraversa il Parco dei Mulini.
Si conclude così il progetto promosso da Gruppo CAP, con il supporto scientifico dell’Istituto Spallanzani e del Politecnico di Milano, che ha trasformato il depuratore di Canegrate in un laboratorio di biodiversità, sperimentando un modello innovativo di integrazione tra trattamento delle acque reflue, ricerca scientifica e ripopolamento ittico.
I campioni, introdotti nelle vasche dopo la fase di svezzamento, sono stati allevati per dieci mesi utilizzando esclusivamente acqua proveniente dal ciclo depurativo e sottoposta a trattamenti avanzati di ultrafiltrazione e disinfezione UV. Durante la sperimentazione sono stati monitorati i principali parametri necessari alla vita della specie, dalla temperatura all’ossigeno disciolto, dal pH alla concentrazione dei composti azotati. La sopravvivenza degli esemplari, la crescita regolare e il raggiungimento della taglia utile per il rilascio dimostrano la piena compatibilità dell’acqua trattata con lo sviluppo di organismi acquatici sensibili e confermano il ruolo dei depuratori come infrastrutture capaci di restituire valore all’ambiente.
UNA SPECIE AUTOCTONA DA PROTEGGERE
L’alborella (Alburnus arborella) è una specie tipica delle acque dolci dell’Italia settentrionale e rappresenta un importante indicatore della salute degli ecosistemi acquatici.
Inserita nella Lista Rossa IUCN con lo status di specie “quasi minacciata”, negli ultimi anni ha subito una forte contrazione a causa dell’alterazione degli habitat e della diffusione di specie aliene invasive.
Gli esemplari allevati nell’ambito del progetto sono stati seguiti dalla fase successiva allo svezzamento fino al raggiungimento della maturità necessaria per affrontare il ritorno in natura.
Le operazioni di rilascio sono state realizzate in collaborazione con Ente Parco Lombardo Valle del Ticino e i soggetti territoriali coinvolti nelle attività di tutela e ripopolamento ittico. Le alborelle tornano in natura in una golena dell’Olona recentemente rinaturalizzata dall’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO) e nuovamente collegata al corso del fiume. L’area offre un ambiente favorevole alla riproduzione della fauna ittica e, allo stesso tempo, consente ai pesci di superare la briglia del Mulino Rancilio, finora invalicabile.
Il rilascio si inserisce nel più ampio percorso di rigenerazione dell’Olona, a lungo considerato uno dei fiumi più inquinati d’Europa e, fino ai primi anni Duemila, quasi privo di vita. Oggi il corso d’acqua è tornato a ospitare ecosistemi di pregio, segno concreto del progressivo recupero ambientale del territorio.
Tra i siti di rilascio c’è anche Mulino Nuovo, a Nosate, nell’area del progetto “I prà in la vàl di Ponte Castano: l’acqua che racconta la storia”, sostenuto da Fondazione Cariplo con il bando Ruralis 2024: un esempio concreto di collaborazione tra iniziative dedicate alla tutela dei corsi d’acqua e della biodiversità.
Inoltre, una parte di esemplari è stata donata anche all’Acquario Civico di Milano: un gesto che valorizza ulteriormente il progetto e permette di portare il messaggio di tutela della biodiversità anche nel cuore della metropoli meneghina.